Cenni storici delle frazioni - Comune di Villafranca Padovana
 
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Cenni storici delle frazioni

   
A chi passa, distratto, per le vie di Villafranca Padovana può sembrare che non esistano luoghi di interesse architettonico o turistico. Invece lungo le stradine comunali un’antica fattoria, una vecchia stalla, un pilastro di ingresso, una piccola cappella possono rivelare i segni di un impegno architettonico che non è andato perduto.
La gloriosa epoca veneziana, testimoniata dalla vicina villa Contarini di Piazzola sul Brenta si ritrova nella più grande delle ville del paese sita in località Villaranza, oggi Villa Maschio, che è stata costruita appunto dai Contarini. Il corpo centrale secentesco è a due piani con un timpano sovrastante e affiancato da alti e lunghi porticati che si estendono nella campagna. Annessa alla villa l’antica cappella gentilizia, l’Oratorio di S. Antonio, ancora usata per le messe in particolari celebrazioni.
In Via Scalona, si nota, per la sua particolare conformazione, un edificio, costruito anch’esso dai Contarini, che tradizione vuole essere stato adibito a convento.
In località Cicogna di Villafranca sorge una barchessa con porticato a cinque arcate le cui linee inconfondibili sono il risultato della parziale realizzazione di un progetto di Andrea Palladio per la nobile famiglia dei Tiene. Del maestoso fabbricato che doveva sorgere esiste solo l’ala di servizio a nord.
Casa Melloni Giustinian, ora proprietà Sandona’, conserva un notevole ciclo di affreschi che raffigurano scene tratte dai romanzi dell’Ariosto e al ciclo carolingio.
Nel 1977 vennero abbattuti gli ultimi resti dell’Oratorio di S. Caterina in località Villaranza e attualmente rimane solo il resoconto delle visite pastorali che ricordano l’esistenza dell’Oratorio di S. Simeone, cappella costruita dai Contarini in località Scalona.  Il Santuario di S. Maria delle Grazie sorge lungo una via comunale ed è, nella sua espressione architettonica, di linee molto semplici ed eleganti. Sull’abside una larga finestra sormontata da un arco costituisce un’edicola che permette di vedere la cripta dall’esterno. All’interno una serie di altari e la volta del presbiterio a dodici spicchi reca affreschi degli apostoli. Continuando lungo le pareti ai lati dell’altare maggiore altri affreschi sicuramente del primo 500 fatti per narrare l’apparizione che hanno dato origine al Santuario. Sopra il piccolo altare antico a cui si accede dal retro dell’altare maggiore è conservata la statuetta di marmo della Madonna che, secondo la tradizione, fu rinvenuta prodigiosamente nel luogo dove sorge il Santuario.
Il fatto prodigioso è narrato in un documento del 1479 con la cessione del luogo consacrato da parte del Vescovo di Padova ai frati mendicanti della congregazione di S. Girolamo da Fiesole. Fu loro affidata la costruzione del santuario ma non riuscirono a portare a compimento l’opera che fu ultimata grazie all’intervento di padre Paolo Zabarella, nobile padovano, priore del convento degli Eremitani di Padova. Il parroco di Villafranca firmò l’atto di cessione della chiesa di S. Maria delle Grazie in favore di P. Paolo Zabarella l’11 maggio del 1503. Dopo numerose vicissitudini legate alla reggenza e competenza del Santuario e della Chiesa di S. Cecilia, l’edificio fu definitivamente affidato alla Parrocchia di S. Cecilia che fu confermata anche sede parrocchiale. Ancora oggi il Santuario è meta costante di numerosi pellegrini che giungono a visitare la Chiesa ed assistere ai suoi riti anche da molto lontano.
La fondazione della Chiesa di S. Cecilia risale al 1190 ed era dipendente dalla pieve di Limena. Tuttavia questa chiesa ebbe subito una certa autonomia poiché già all’atto di fondazione veniva dotata di un cimitero. Ricostruita, riadattata, restaurata viene infine definitivamente demolita nel 1869. La nuova chiesa di S. Cecilia viene consacrata il 7 settembre 1903.